giovedì 23 giugno 2011

CENTRALI NUCLEARI USA OBSOLETE

KKG Reactor CoreBy Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG (Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG) [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Anche il nucleare Usa è a rischio
Dopo le rivelazioni sulle centrali francesi, un’inchiesta svela i problemi di quelle americane degli anni 70: tre quarti registrano pericolose perdite di trizio

Fort Calhoun è una centrale nucleare ad acqua pressurizzata la cui installazione risale agli anni ’70, già nel 2010 la direzione della centrale era stata bacchettata dalla Nuclear Regulatory Commission affinché provvedesse a rimodernare i propri sistemi di prevenzione contro le inondazioni. Ora, Fort Calhoun si trova a fronteggiare l’esondazione del Missouri e le forti pioggie di questi giorni che potrebbero comportare un serio pericolo per il funzionamento del reattore, secondo alcuni paragonabile a quanto avvenuto a Fukushima.

E proprio su Fukushima, nel frattempo, si concentra il recente rapporto vergato dall’Agenzia internazionale sull’energia atomica. “ Date le risorse disponibili” si legge nel rapporto “ difficilmente si sarebbero potute escogitare soluzioni migliori di quelle che sono state implementate.” Un colpo di spugna sulle sviste di Tepco? Tutt’altro. La frase, nel rapporto, si riferisce allo staff che ha coordinato ed eseguito le operazioni di messa in sicurezza e operato direttamente sul campo. Nei confronti di Tepco e delle autorità giapponese, il giudizio della Iaea è invece tutt’altro che positivo. Il rapporto evidenzia infatti come le autorità avrebbero sottostimato i rischi derivanti dallo Tsunami, mancando di attuare le misure necessarie a fronteggiare il disastro.

Nonostante i dovuti distinguo, il caso di Fukushima e di Fort Calhoun dimostrano chiaramente una cosa: nonostante i soldi investiti e i tranquillizzanti proclami, molte centrali nucleari oggi attive sono ancora pericolosamente vulnerabili di fronte ai disastri naturali.

articolo di :DAILY WIRED NEWS SCIENZA 

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